Io sto con Gioacchino Genchi

29 giugno 2009

La giustizia dei capi di Gabinetto

Filed under: WebNews — iostocongenchi @ 20:18

di Monica Centofante

Qualche tempo fa, quando il gip Maria Teresa Belmonte aveva archiviato alcune indagini sull’allora pubblico ministero Luigi de Magistris, si era gridato allo scandalo.

Perché per ragioni di opportunità quel giudice, che era nientepopodimenoche la moglie del fratello di Michele Santoro (colpevole di essersi occupato di de Magistris nel corso di alcune puntate di Annozero), avrebbe dovuto astenersi dall’incarico poiché per qualche imprecisato motivo non avrebbe potuto prendere una decisione serena e imparziale.
Giovedì e venerdì scorsi la Corte di Cassazione si è espressa su due ricorsi presentati dalla Procura di Roma contro la decisione del Tribunale del Riesame che l’8 aprile aveva ordinato di restituire l’archivio sottratto dalla stessa procura a Gioacchino Genchi, già consulente di de Magistris. Con accuse anche fantasiose, come quella di violazione del segreto di Stato nell’acquisizione dei dati di traffico di utenze in uso a 007: reato che nel codice non esiste, quindi inventato.
Nel primo giorno di udienza la quinta sezione della Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità in radice del ricorso, il che avrebbe dovuto avere, come naturale conseguenza, quella di vedere confermato il dissequestro anche nel corso dell’udienza di venerdì.
Ma le cose sono andate diversamente.
Perché il procuratore generale si è sorprendentemente dichiarato in disaccordo con l’orientamento assunto dal suo stesso ufficio il giorno precedente e ha chiesto alla Corte di dare ragione ai pubblici ministeri di Roma Achille Toro e Nello Rossi. Che sono quelli che avevano eseguito il sequestro, ma sono anche quelli che appaiono in atti di indagini per le quali il dottor Genchi aveva ricevuto incarichi dall’Autorità Giudiziaria. In parole povere: anche loro parte di quell’archivio.
Nello specifico, ci aveva spiegato l’avvocato Fabio Repici, legale del consulente, vi sarebbero tra l’altro conversazioni del dottor Toro che nel “maggio 2006 concordava con altra persona, con insospettabili capacità profetiche, gli incarichi al ministero della Giustizia presso l’appena nominato ministro Mastella e presso altri ministeri, riferendo anche gli incarichi graditi da altri magistrati romani, ivi compreso il dr. Nello Rossi”.
In quello stesso periodo – mentre era in corso l’indagine Why Not – Toro diventava capo di Gabinetto del Ministro Bianchi nel governo Prodi, mentre il ministro Ferrero, nello stesso governo, sceglieva per quell’incarico il dott. Franco Ippolito. Che, guarda il destino, ritroviamo venerdì come relatore all’udienza che si è tenuta davanti alla sesta sezione penale della Cassazione. La quale era chiamata a decidere proprio sulla parte del ricorso che riguardava i tabulati di utenze telefoniche riferite, tra gli altri, a Clemente Mastella e Romano Prodi perché entrambi indagati in Why Not (il primo ora archiviato).
Alla fine la Suprema Corte decide di confermare il dissequestro di copia dell’archivio riguardante i tabulati che si riferiscono a utenze dei servizi segreti. Ma dà ragione alla Procura capitolina nella parte del ricorso con il quale si chiedeva il ripristino del sequestro di copia dell’archivio con riferimento ai tabulati delle utenze telefoniche di parlamentari: e quindi proprio a Romano Prodi, Clemente Mastella e altri, per i quali annulla senza rinvio, chiudendo definitivamente la questione.
Nella sicura soddisfazione di indagati ed ex indagati nonché di Achille Toro e Nello Rossi. Quest’ultimo, tra l’altro, fino a due anni fa impiegato proprio alla sesta sezione penale della Corte di Cassazione, quindi un ex-collega.
Lo scenario lascia spazio a qualche dubbio o perplessità, ma nessuno, questa volta, ha pensato di gridare allo scandalo. Così come non era accaduto neppure quando la Procura di Roma, nonostante la decisione del Tribunale del Riesame, si era arbitrariamente e illegalmente rifiutata di restituire l’archivio al suo legittimo proprietario.
In quell’occasione l’avv. Repici si era chiesto: “Cosa assicura ai magistrati romani l’impunità davanti al Csm ed al ministro della giustizia?”.
La risposta, forse, è arrivata oggi.

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28 giugno 2009

Il Palazzaccio tra Genchi e S. Pietro

Filed under: WebNews — iostocongenchi @ 07:55

di Emilio Grimaldi

Genchi-S. Pietro. Un dialogo fantastico. Ma come ogni vera fantasia ha molto di reale.

S. PIETRO: Vediamo un po’: Accesso abusivo al sistema informatico; Violazione della privacy; Abuso d’ufficio e Violazione della legge Boato. Sei messo male anche per la giustizia terrestre.
GENCHI: La giustizia terrestre, caro S. Pietro, non credo che possa reggere il confronto con quella divina. Perché quella è fatta da uomini che spesso confondono i propri interessi con quelli del bene comune…
S. PIETRO: Vero. Ma non lo devi mica insegnare tu a me! Allora, come ti giustifichi da queste accuse?
GENCHI: Come sai la giustizia terrestre è fatta di procure, di tribunali, di Cassazione. Si da il caso che una procura mi ha sequestrato i miei lavori che fino a quel momento, cioè finché avevo contribuito alla giustizia facendo mettere dentro persone, e anche scagionando, colpevoli di reato, andavo bene. Anzi benissimo. Nel momento in cui nelle trame del malaffare ci sono entrati i politici e i servizi segreti sono iniziati i problemi.
S. PIETRO: Che tipo di problemi?
GENCHI: Che avrei violato la loro privacy, cioè tutte le accuse che prima citavi tu.
S. PIETRO: E come è andata a finire?
GENCHI: La Procura ha disposto il sequestro delle mie carte, il cosiddetto “Archivio Genchi”. Il Tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro. La Procura ha fatto ricorso. La Cassazione, la quinta sezione, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il dissequestro del Riesame..
S. PIETRO: Basta che già mi viene il male di testa a seguire i procedimenti della giustizia terrestre! In ogni caso tu sei stato giudicato colpevole o innocente?
GENCHI: E’ questo il dilemma! Secondo la V sezione degli ermellini ho ragione io, secondo la VI sezione degli stessi ha ragione la Procura.
S. PIETRO: E come mai, non è sempre lo stesso il Palazzaccio di Roma? Quell’obbrobrio che hanno costruito i Massoni davanti alla mia Basilica? A proposito, non lo hanno costruito loro? Ne sai qualcosa? Ne hai sentito parlare nelle tue intercettazioni, perché nostro Signore non me l’ha mai voluto dire, per non farmi dispiacere, dice. Se ha detto così, allora, è vero!
GENCHI: Il Palazzo di Giustizia di Roma è stato costruito tra il 1888 e il 1911. E io, come sai, ancora non ero ancora nato. Sono venuto al modo solo 50 anni dopo. Tuttavia, se l’avessero progettato di questi tempi, dubito che mi avrebbero dato mandato di studiare le eventuali intercettazioni in seno al relativo procedimento penale contro gli uomini del potere.
S. PIETRO: E come mai? La giustizia non è uguale per tutti? Non è questo che avete scritto a caratteri cubitali nelle aule di tribunale?
GENCHI: Si, è vero. Ma, per esempio, sulla questione delle intercettazioni, i parlamentari possono essere “intercettati” solo dopo averlo comunicato al Parlamento che ne da poi il consenso.
S. PIETRO: E come mai?
GENCHI: E’ una legge dello Stato, la legge Boato.
S. PIETRO: E tu hai trasgredito la legge?
GENCHI: No. Le utenze delle schede telefoniche non erano riferite a loro.
S. PIETRO: E allora perché ti accusano?
GENCHI: Di aver violato la legge Boato!
S. PIETRO: Certo che voi, terreni, vi complicate la vita da soli!
GENCHI: Ecco perché prima facevo il confronto tra la giustizia terrena e quella divina.
S. PIETRO: Facciamo una cosa. Ti trasferisco di nuovo sulla terra, e se tu riesci a capire chi c’è stato dietro la costruzione del Palazzaccio, se è vero che sono stati i massoni a farlo per “oscurarmi”, ti riconosco un premio speciale, parlerò io stesso con nostro Signore.
GENCHI: Se è vero quello che tu sospetti non credo che me lo permetteranno.
S. PIETRO: E perché?
GENCHI: Perché se sono stati davvero i massoni, devo informarti che il mio “Archivio”, come lo chiamano loro, contiene alcune carte delle inchieste di Luigi De Magistris a cui hanno avocato le indagini. E se lo avessero fatto continuare a lavorare, come lui stesso ha confessato, avrebbe scoperchiato completamente la pentola della nuova massoneria in Italia, dalla P2 in poi.
S. PIETRO: A maggior ragione!
GENCHI: E come faccio?
S. PIETRO: Abbi fede.
GENCHI: Già.

26 giugno 2009

Conferenza:Viaggio storico nel paese-da culla del diritto a covo dell’illegalità

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 23:57

Gli Amici di Beppe Grillo di Roma organizzano una conferenza sulla legalità e sullo stato della giustizia nel nostro paese il 3 luglio 2009 alle ore 17.00 presso la a Sala Consiliare dell’XI Municipio in Via Benedetto Croce a Roma.

Viaggio storico nel nostro paese – da culla del diritto a covo dell’illegalità

Interverranno come relatori:

Gioacchino Genchi – funzionario della Polizia di Stato, consulente per le inchieste Why Not, omicidio Borsellino
Gianni Lannes – giornalista freelance, collaboratore de L’Espresso e La Stampa
Christian Abbondanza – presidente Casa della Legalità di Genova

Saranno in collegamento via skype Luigi De Magistris e Salvatore Borsellino.

L’incontro ed il successivo dibattito pubblico vogliono sottolineare l’evidente retromarcia compiuta dal nostro paese nella lotta all’illegalità, nella tutela reale del cittadino, nella sicurezza.

Dott. Genchi tenga duro.

Filed under: WebNews — iostocongenchi @ 23:51

di Valentina Culcasi

Che stupida…mi ero pure illusa….

Credevo che la Giustizia non avesse competamente affossato la testa nella sabbia. Si mi ero illusa ieri alla notizia della prima conferma del dissequestro da parte della Cassazione, credevo davvero potesse rivedersi un barlume di Giustizia in Italia…..illusioni.

Poi stamattina l’aria si fa pesante, il pg di Cassazione Eugenio Selvaggi si sveglia col piede storto e chiede ai giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte l’accoglimento del ricorso della procura della capitale contro l’ordinanza con cui il riesame aveva annullato il sequestro degli atti. In serata arriva la notizia cui inizialmente rifiuto di credere: i giudici della sesta sezione penale hanno ritenuto di confermare il dissequestro di copia dell’archivio riguardante i tabulati che si riferiscono a utenze dei servizi segreti, confermando peròil ripristino del sequestro di copia dell’archivio con riferimento ai tabulati delle utenze telefoniche di parlamentari. In più hanno deciso un annullamento senza rinvio, giusto per mettersi ancor più al sicuro.

E’ difficile spiegare la rabbia, la disillusione, il dolore, l’amarezza per quanto sta accadendo al Dott. Genchi.  Mi domando cos’altro dovrà sopportare ancora quest’uomo per aver avuto la sola colpa di poter smascherare gli altarini del potere. Mi domando come possa sentirsi oggi un uomo delle Istitituzioni, quale il Dott. Genchi è, ad esser stato tradito, pugnalato da coloro che le Istituzioni le occupano indegnamente.

Se una persona si rende colpevole di qualcosa riesce al affrontare le tristi conseguenza che da questo ne derivano con la consapevolezza di chi è cosciente della propria responsabilità. Ma come può sentirsi una persona che, consapevole della propria innocenza, è costretto a subire queste ingiurie, sofferenza, ingiustizie? Chi lo risarcirà di tutto il tempo e la salute persa a causa delle colpe di terzi, che attraverso una giustizia senpre più ad personam cercano di coprire? Questi criminali avranno mai il coraggio di andare dal Dott. Genchi e chiedergli umilmente scusa per tutto il dolore a lui ingiustamente cagionato?

E noi possiamo stare ancora a guardare mentre uccidono una delle migliori persone, dall’inaudità professionalità e competenza, che questo paese ha. Altrove farebbero a gara per avere un Dott. Genchi come consulente delle procure, in Italia si fa a gara a distruggerlo.

Allora dobbiamo esser noi ad alzare la voce, a correre incontro ad un uomo che può definirsi un vero servitore dello Stato.

Continuo a pensare al Dott. Genchi, a come possa sentirsi in questo momento… non riesco a sopprtare che un innocente debba subire questo martirio ed i suoi assassini continuino a operare la distruzione di questo paese indisturbati.

Caro Dott. Genchi, tenga duro più che mai, non molli e non si lasci invadere dallo sconforto. Io sono pronta a lottare al suo fianco, insieme a tutta le gente onesta che che ha potuto apprezzare il suo grande esempio di umanità e legalità, vera e propia acqua nel deserto di questi tempi.

Sa Dott. Genchi, se le stanno facendo tutto questo è perchè la temano, iniziano a sentir tremare le loro poltrone… Ci rida su, lo prenda come un tributo al serio e onesto lavoro da lei svolto… E non dubiti, Giustizia verrà fatta…… Non permetteremo che continuino a farle del male, glielo prometto.

Le voglio bene!

VALEntina

Cassazione annulla il dissequestro di alcuni archivi di Genchi

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 23:46

Annullato il dissequestro dell’archivio di Gioacchino Genchi, disposto dal tribunale del Riesame di Roma nello scorso aprile, limitatamente ai tabulati telefonici di utenze riferibili a parlamentari.

La sesta sezione penale della Cassazione ha accolto in parte il ricorso della Procura di Roma, annullando senza rinvio l’ordinanza del Riesame sul punto relativo ai reati di abuso d’ufficio e violazione della legge Boato per l’acquisizione di tabulati telefonici riferibili ad utenze di deputati e senatori, nell’ambito dell’inchiesta ‘Why not’, avvenuta senza la necessaria autorizzazione delle Camere di appartenenza.

E’ stato invece rigettato il ricorso dei pm romani contro il dissequestro relativo ai tabulati di utenze appartenenti a uomini dei servizi di sicurezza.

25 giugno 2009

Confermata l’ordinanza del Tribunale del Riesame che dava ragione a Genchi

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 17:40

La quinta sezione penale della Cassazione, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore generale, Francesco Salzano, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Roma ed ha confermato l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva annullato la perquisizione ed il sequestro operato dal ROS nei confronti di Gioacchino Genchi.

”Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e sono certo che questa vicenda sarà chiarita, con l’accertamento delle vere responsabilità dei ‘pupari’ che l’hanno determinata”. Così Genchi commenta la decisione della Cassazione.

22 giugno 2009

Intervista di Genchi alla radio australiana SBS

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 21:08

Gioacchino Genchi parla a tutto campo alla radio australiana in lingua italiana SBS, degli ultimi eventi in Italia, dei processi ad alcuni alti esponenti dei ROS, delle cause della sua sospensione dalla Polizia di Stato, della strage di Via D’Amelio, delle indagini di De Magistris, di quello che la stampa e i TG dicono e non dicono.

Intervista integrale di Gioacchino Genchi alla radio australiana SBS (Mp3)

Intervista di Gioacchino Genchi a Klaus Davi sulla vicenda Berlusconi e sui collaboratori del Premier

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 11:32

17 giugno 2009

Dal Vangelo apocrifo secondo Mastella. Anno Domini “Porta a Porta”

Filed under: WebNews — iostocongenchi @ 15:58

di Emilio Grimaldi

“Una bugia raccontata un numero sufficiente di volte diventa una verità”, diceva Vladimir Lenin. Forse Clemente Mastella, appena eletto eurodeputato, tra le file del Pdl, ha pensato bene di fare tesoro di questo luogo comune per risorgere dalle ceneri in cui era caduto lui e il suo partito. Altrimenti non si spiega la sua presunzione nell’aver affermato ciò che ha affermato l’altra sera a “Porta a Porta”.

Leggiamolo:

Un consulente “strano” (nell’aggettivo “strano” vuole far leva sul fatto che Genchi è solo un uomo, un consulente, anche se di parte pubblica, rispetto ai Ros dei carabinieri. Un accostamento ardito quanto fallace, vuoi perché a norma di legge i magistrati possono avvalersi di consulenti in campi in cui è richiesta una competenza specifica. L’articolo 359 del cod. proc. pen., statuisce: “Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti, che non possono rifiutare la loro opera”. Fallace perché poi il Riesame ha annullato il sequestro dei documenti di Genchi operato dai carabinieri del Ros, su disposizione della Procura di Roma ndr)

della Procura della Repubblica di Catanzaro, un certo Genchi, che ha messo sotto inchiesta metà degli italiani (falso, falsissimo. Perché Genchi non ha mai intercettato nessuno. L’unica volta è stata per sbaglio per sua stessa ammissione, quando ha alzato la cornetta del telefono e ha sentito la moglie che parlava al telefono con la madre nella sua lingua, sconosciuta al marito ndr).

E io personalmente sono stato intercettato secondo i Ros dei carabinieri (Non è vero neanche questo perché sui tabulati di Antonio Saladino, principale indagato dell’inchiesta Why Not finì un numero di telefono intestato all’Amministrazione penitenziaria, e solo dopo si palesò la possibilità che quel telefono fosse in uso al senatore Clemente Mastella, allora neanche ministro della Giustizia. Occasione prontamente verbalizzata sia dal consulente che dalla Procura ndr),

non il mio perito di parte (ancora una volta Mastella vuol trasmettere l’idea che i Ros siano la vera parte pubblica, mentre Genchi solo la parte privata. Niente di più falso, il consulente era stato nominato da un magistrato della Procura della Repubblica di Catanzaro, non certo dal suo vicino di casa a Ceppalonia ndr).

E secondo quello che hanno dichiarato i magistrati di Catanzaro (i magistrati di Catanzaro che hanno dichiarato questo sono gli stessi che hanno remato contro Luigi De Magistris e contro le sue indagini. E hanno usato le stesse argomentazioni dell’ex ministro per screditare l’operato del pm e del suo consulente tanto che avocarono l’inchiesta al magistrato e revocarono l’incarico a Gioacchino Genchi ndr)

sono stato io, ministro della Giustizia, ad essere intercettato illegalmente.
(Questo è proprio il colmo. Mastella si rende conto che la parola “illegalità” la doveva usare per raggiungere il suo obiettico, così come insegna Lenin. Per non suscitare scandalo, decide di pronunciarla alla fine delle argomentazioni sul suo caso, quasi a preparare il telespettatore alla grande Verità, che è solo una grossa Bugia. Il 16 aprile 2009 il Tribunale del riesame, Francesco Taurisiano, e i giudici Anna Criscuolo e Luca della Casa, emisero ordinanza di annullamento del decreto di sequestro dei presumibili corpi di reato di Gioacchino Genchi con questa motivazione:“Egli (Genchi)non violò le guarentigie a tutela dei parlamentari interessati dalle acquisizioni dei tabulati di traffico telefonico; lo studio dei documenti versati alla cognizione apprezzativa del tribunale produce per l’interprete un risultato esperienziale contrario, come suesposto e dimostrato. Il consulente tecnico acquisì i tabulati documentanti il traffico relativo a utenze telefoniche, agendo, di volta in volta, in forza del decreto autorizzatorio emesso dal pubblico ministero, comunicandogli ogni emergenza di conoscenza storica circa il coinvolgimento di membri del Parlamento come soggetti intestatari ovvero usuari di utenze di telefonia: cfr. casi del senatore Giancarlo Pittelli e dell’on. Romano Prodi su riferiti, relazione del 09 luglio 2007, e del senatore Mastella, relazione del 25 luglio 2007. Non sussiste profilo di illiceità nella condotta acquisitiva del dottor Genchi; nè è rinvenibile illiceità nell’esercizio delle funzioni di elaborazione e trattamento dei dati, legittimamente e lecitamente raccolti in forza dei provvedimenti del pubblico ministero; funzioni legalmente dovute nella qualità di consulente tecnico”. ndr)
Amen

Processo alle invenzioni

Filed under: Zone limitrofe — iostocongenchi @ 12:27

di Marco Travaglio

L’altroieri Porta a Porta ha stabilito il nuovo record di densità di balle per frase pronunciata.

Un servizio vaneggiava di «pessimi rapporti fra Berlusconi e magistrati vicini a Pd e Idv» e di «tre legislature interrotte da fatti giudiziari». Balle.

Bruno Vespa, la testa curiosamente cosparsa di bottarga di tonno, presentava De Magistris e Mastella come «protagonisti di processi che li han visti l’uno contro l’altro» (come se le indagini fossero partite di calcio).

Ri-Vespa: «Senza De Magistris, Mastella sarebbe ancora ministro». Altra balla: Mastella se ne andò per l’inchiesta di S. Maria Capua Vetere, ora approdata alla richiesta di giudizio, in cui De Magistris non c’entra.

Mastella: «Genchi, il consulente strano di un pm di Catanzaro, ha intercettato metà degl’italiani e illegalmente anche me». Doppia balla: Genchi non ha mai intercettato nessuno, men che meno Mastella, la cui voce finì nei nastri del pm perché parlava con due faccendieri indagati e intercettati (loro, non lui).

Matteo Salvini (Lega Nord): «L’Italia è il paese più intercettante del mondo, e non per i mafiosi: per i calciatori e le veline. 500 milioni di euro spesi dai pm». Balla padana: l’Italia, come ha stabilito il Parlamento nel 2007, è il paese occidentale con meno intercettazioni e col sistema più garantista (15-20 mila persone ascoltate all’anno, per il 90% in indagini di mafia, per una spesa di 224 milioni, ampiamente recuperati col sequestro dei beni degli intercettati).

Anche stavolta, Vespa l’ha sfangata: nemmeno una verità in due ore di trasmissione. Porta a Porta è in una botte di ferro.

16 giugno 2009

Genchi querela Mastella

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 08:34

Gioacchino Genchi preannuncia azioni legali contro Clemente Mastela, ex ministro della giustizia nel precedente governo, pluri-indagato, ma ora reso immune con l’elezione al parlamento europeo per cui dobbiamo ringraziare lo specialista dell’auto-immunità, Berlusconi che così ha saldato il conto per la caduta del governo Prodi.

“Querelerò Mastella – dice Genchi – per quanto ha detto a “Porta a Porta”.  E’ uno spregiudicato bugiardo che ostenta la sicumera di impunità del suo status.”

Le calunnie di Mastella sono documentate in questo video:

9 giugno 2009

Da Via d’Amelio a Why Not. Le inchieste vietate

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 15:50

Venerdì 12 giugno, alle 21,
a Villa Mussolini di Riccione,

a cura della Libreria Block 60 e dell’Assessorato alla Cultura di Riccione,
con la collaborazione del gruppo “Giovani di Valore”

Incontro con Gioacchino Genchi e Salvatore Borsellino dal titolo

“Da Via d’Amelio a Why Not. Le inchieste vietate”

Partecipa Franco Barbato impegnato da sempre sul fronte della legalità, della trasparenza e della denuncia della commistione tra politica, affari e criminalità organizzata.

Introduce Gianluca Daluiso dei Giovani di Valore di Riccione.

Coordina Daniela Gaudenzi, collaboratrice de Il Ponte di Calamandrei, liberacittadinanza.it, centomovimenti.com

22 maggio 2009

Informazione deviata e potere giudiziario servile

Filed under: Zone limitrofe — iostocongenchi @ 13:19

Blog di Beppe Grillo: Abbiamo saputo di questa sentenza del Tar che che le ha dato ragione. Cosa ha provato quando ha letto questa sentenza?

Clementina Forleo: Quando ho saputo quel giorno, ero in udienza, quando mi ha chiamato uno dei miei difensori per darmi questa notizia non ci volevo credere perché non le nascondo che negli ultimi tempi avevo un po’ perso fiducia nella giustizia e questa secondo me è stata una pagina molto importante. Non per me, per la mia persona ma per il popolo italiano, che un magistrato indipendente e autonomo rappresenta nell’esercizio delle sue funzioni. E secondo me non è stato un caso, o meglio è stato un caso e nello stesso tempo è stato significativo che questa pronuncia che ha valutato negativamente il giudizio del Consiglio superiore della magistratura in diritto, senza scendere nel merito delle accuse che mi si erano rivolte, caduta in concomitanza con delle decisioni altrettanto importanti e se vogliamo parallele. Mi riferisco all’ordinanza di archiviazione del gip di Salerno che ha dato piena ragione all’operato di Luigi De Magistris e ha denudato determinati potentati purtroppo anche giudiziari di Catanzaro. Ed è venuta anche in concomitanza con la decisione del Tribunale del riesame di Roma che ha dato piena ragione a Gioacchino Genchi, ordinando la restituzione del famoso archivio, per cui Gioacchino Genchi consulente del dottor De Magistris era stato esposto al pubblico ludibrio da alcuni esponenti della nostra classe politica dicendo che era stato l’artefice e il protagonista di uno dei più grossi scandali della Repubblica.
Io credo che queste decisioni siano molto importanti non per i singoli protagonisti, ma per le istituzioni tutte, in particolare per la gente, per i cittadini che hanno diritto di essere uguali tutti di fronte alla legge e per la salvaguardia di questo principio, a mio avviso, occorrono magistrati liberi, indipendenti e autonomi non solo dal potere politico ma anche dallo stesso potere giudiziario perché ques ta a mio avviso è la novità degli ultimi tempi. Io dico che il grosso cambiamento dal ’92 in poi è stato questo: che mentre nel ’92 occorreva difendere l’autonomia e l’indipendenza del magistrato o del giudice dal potere politico, occorre difenderla anche e soprattutto, se vogliamo, dall’interno cioè dal potere giudiziario perché il potere politico ha compreso che per andare avanti, per instaurare un regime, per instaurare quella che è stata definita Democrazia autoritaria, era fondamentale innanzitutto deviare l’informazione e poi, appunto, munirsi di un potere giudiziario servile e quindi inserire nei luoghi apicali della magistratura pesone che avrebbero dovuto fare determinati interessi sopprimendo l’autonomia e l’indipendenza del magistrato libero del giudice libero.

21 maggio 2009

Tacchini, capponi ed il discorso del “bivacco”. A quando l’abolizione del Parlamento?

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 19:17

Berlusconi ha dapprima trasformato il Parlamento in un cortile con i pennuti a fecondazione artificiale, nelle incubatrici di partito. Ora chiede ai suoi “tacchini” ed ai suoi “capponi” di anticipare il Natale .… Si vede, forse, che la rivolta del “cortile” è già iniziata.

Nessun problema: ci sarà qualche D’Alema, qualche Veltroni o qualche Rutelli del centrosinistra a dargli una mano…

Vi ricordate il discorso del “bivacco” di Mussolini in Parlamento del 16-11-1922?… Non vedete alcune analogie con l’intervento di oggi in Confindustria?

“…io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di infangare il Fascismo. Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.”

Gioacchino Genchi

15 maggio 2009

Complotto Superiore della Magistratura

Filed under: Zone limitrofe — iostocongenchi @ 09:52

di Marco Travaglio

La sentenza del Tar Lazio che annulla il trasferimento di Clementina Forleo da Milano a Cremona disposto un anno fa dal Csm per “incompatibilità ambientale” è l’ultima (per ora) casella di un tragico gioco dell’oca iniziato a Catanzaro nell’ottobre 2007.

Allora l’avvocato generale Dolcino Favi, facente funzioni di procuratore generale, avocò l’indagine “Why Not” al pm Luigi De Magistris, all’indomani dell’iscrizione nel registro degl’indagati del ministro della Giustizia Clemente Mastella. In difesa di De Magistris parlò la Forleo ad “Annozero“. Il Csm trasferì su due piedi sia De Magistris sia la Forleo.

Intanto i superiori e alcuni indagati di De Magistris lo denunciarono a Salerno, e De Magistris li controdenunciò. Salerno scoprì che aveva ragione lui e indagò i suoi capi e indagati per corruzione giudiziaria, ipotizzando che si fossero comprati e venduti le sue inchieste, grazie anche alle testimonianze del consulente Gioacchino Genchi e del pm crotonese Pierpaolo Bruni, applicato a Catanzaro. Siccome Catanzaro negava a Salerno le carte di “Why Not”, Salerno andò a prendersele con la perquisizione del 2 dicembre scorso.

Apriti cielo: putiferio di polemiche, dal capo dello Stato al Csm, dai partiti di destra e di sinistra all’Anm, con la stampa al seguito (“guerra fra procure“). Risultato: con un processo sommario di pochi giorni, il Csm cacciò pure i tre pm di Salerno che si erano macchiati di cotanta perquisizione, oltre al Pg di Catanzaro, Vincenzo Iannelli. Il quale aveva appena fatto in tempo a revocare l’incarico a Genchi, ultima memoria storica del lavoro di De Magistris, attaccato da Mastella, da Berlusconi e dal presidente del Copasir, Francesco Rutelli.

Il resto lo fece la Procura di Roma, incriminando Genchi per una caterva di reati e facendogli sequestrare dal Ros tutti i computer. Negli ultimi due mesi, una raffica di provvedimenti giudiziari hanno stabilito che: De Magistris non ha commesso reati (archiviazione a Salerno delle indagini a suo carico) e l’indagine Why Not era tutt’altro che infondata (è pronta la richiesta di rinvio a giudizio per 98 indagati); la perquisizione di Salerno a Catanzaro era legittima (il Riesame ha rigettato i ricorsi dei perquisiti), mentre quella di Roma a Genchi era illegittima e i reati contestati sono inesistenti (accolto il suo ricorso contro il blitz del Ros); la Forleo non doveva essere trasferita (sentenza del Tar). Ma ormai il danno è fatto.

Anzi, col trasferimento di Iannelli, Favi è tornato Pg ad interim. È indagato a Salerno per corruzione giudiziaria, ma il Csm s’è “dimenticato” di trasferirlo. E lui ne ha subito combinata un’altra delle sue: ha negato il rinnovo dell’applicazione a Catanzaro del pm Bruni, minacciato dalle cosche per le sue delicate indagini su ‘ndrangheta e politica. Ora, il Csm è quello che è. Ma il capo dello Stato che lo presiede non ha nulla da dichiarare?

napolitano

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