Io sto con Gioacchino Genchi

22 maggio 2009

Informazione deviata e potere giudiziario servile

Filed under: Zone limitrofe — iostocongenchi @ 13:19

Blog di Beppe Grillo: Abbiamo saputo di questa sentenza del Tar che che le ha dato ragione. Cosa ha provato quando ha letto questa sentenza?

Clementina Forleo: Quando ho saputo quel giorno, ero in udienza, quando mi ha chiamato uno dei miei difensori per darmi questa notizia non ci volevo credere perché non le nascondo che negli ultimi tempi avevo un po’ perso fiducia nella giustizia e questa secondo me è stata una pagina molto importante. Non per me, per la mia persona ma per il popolo italiano, che un magistrato indipendente e autonomo rappresenta nell’esercizio delle sue funzioni. E secondo me non è stato un caso, o meglio è stato un caso e nello stesso tempo è stato significativo che questa pronuncia che ha valutato negativamente il giudizio del Consiglio superiore della magistratura in diritto, senza scendere nel merito delle accuse che mi si erano rivolte, caduta in concomitanza con delle decisioni altrettanto importanti e se vogliamo parallele. Mi riferisco all’ordinanza di archiviazione del gip di Salerno che ha dato piena ragione all’operato di Luigi De Magistris e ha denudato determinati potentati purtroppo anche giudiziari di Catanzaro. Ed è venuta anche in concomitanza con la decisione del Tribunale del riesame di Roma che ha dato piena ragione a Gioacchino Genchi, ordinando la restituzione del famoso archivio, per cui Gioacchino Genchi consulente del dottor De Magistris era stato esposto al pubblico ludibrio da alcuni esponenti della nostra classe politica dicendo che era stato l’artefice e il protagonista di uno dei più grossi scandali della Repubblica.
Io credo che queste decisioni siano molto importanti non per i singoli protagonisti, ma per le istituzioni tutte, in particolare per la gente, per i cittadini che hanno diritto di essere uguali tutti di fronte alla legge e per la salvaguardia di questo principio, a mio avviso, occorrono magistrati liberi, indipendenti e autonomi non solo dal potere politico ma anche dallo stesso potere giudiziario perché ques ta a mio avviso è la novità degli ultimi tempi. Io dico che il grosso cambiamento dal ’92 in poi è stato questo: che mentre nel ’92 occorreva difendere l’autonomia e l’indipendenza del magistrato o del giudice dal potere politico, occorre difenderla anche e soprattutto, se vogliamo, dall’interno cioè dal potere giudiziario perché il potere politico ha compreso che per andare avanti, per instaurare un regime, per instaurare quella che è stata definita Democrazia autoritaria, era fondamentale innanzitutto deviare l’informazione e poi, appunto, munirsi di un potere giudiziario servile e quindi inserire nei luoghi apicali della magistratura pesone che avrebbero dovuto fare determinati interessi sopprimendo l’autonomia e l’indipendenza del magistrato libero del giudice libero.

21 maggio 2009

Tacchini, capponi ed il discorso del “bivacco”. A quando l’abolizione del Parlamento?

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 19:17

Berlusconi ha dapprima trasformato il Parlamento in un cortile con i pennuti a fecondazione artificiale, nelle incubatrici di partito. Ora chiede ai suoi “tacchini” ed ai suoi “capponi” di anticipare il Natale .… Si vede, forse, che la rivolta del “cortile” è già iniziata.

Nessun problema: ci sarà qualche D’Alema, qualche Veltroni o qualche Rutelli del centrosinistra a dargli una mano…

Vi ricordate il discorso del “bivacco” di Mussolini in Parlamento del 16-11-1922?… Non vedete alcune analogie con l’intervento di oggi in Confindustria?

“…io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di infangare il Fascismo. Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.”

Gioacchino Genchi

15 maggio 2009

Complotto Superiore della Magistratura

Filed under: Zone limitrofe — iostocongenchi @ 09:52

di Marco Travaglio

La sentenza del Tar Lazio che annulla il trasferimento di Clementina Forleo da Milano a Cremona disposto un anno fa dal Csm per “incompatibilità ambientale” è l’ultima (per ora) casella di un tragico gioco dell’oca iniziato a Catanzaro nell’ottobre 2007.

Allora l’avvocato generale Dolcino Favi, facente funzioni di procuratore generale, avocò l’indagine “Why Not” al pm Luigi De Magistris, all’indomani dell’iscrizione nel registro degl’indagati del ministro della Giustizia Clemente Mastella. In difesa di De Magistris parlò la Forleo ad “Annozero“. Il Csm trasferì su due piedi sia De Magistris sia la Forleo.

Intanto i superiori e alcuni indagati di De Magistris lo denunciarono a Salerno, e De Magistris li controdenunciò. Salerno scoprì che aveva ragione lui e indagò i suoi capi e indagati per corruzione giudiziaria, ipotizzando che si fossero comprati e venduti le sue inchieste, grazie anche alle testimonianze del consulente Gioacchino Genchi e del pm crotonese Pierpaolo Bruni, applicato a Catanzaro. Siccome Catanzaro negava a Salerno le carte di “Why Not”, Salerno andò a prendersele con la perquisizione del 2 dicembre scorso.

Apriti cielo: putiferio di polemiche, dal capo dello Stato al Csm, dai partiti di destra e di sinistra all’Anm, con la stampa al seguito (“guerra fra procure“). Risultato: con un processo sommario di pochi giorni, il Csm cacciò pure i tre pm di Salerno che si erano macchiati di cotanta perquisizione, oltre al Pg di Catanzaro, Vincenzo Iannelli. Il quale aveva appena fatto in tempo a revocare l’incarico a Genchi, ultima memoria storica del lavoro di De Magistris, attaccato da Mastella, da Berlusconi e dal presidente del Copasir, Francesco Rutelli.

Il resto lo fece la Procura di Roma, incriminando Genchi per una caterva di reati e facendogli sequestrare dal Ros tutti i computer. Negli ultimi due mesi, una raffica di provvedimenti giudiziari hanno stabilito che: De Magistris non ha commesso reati (archiviazione a Salerno delle indagini a suo carico) e l’indagine Why Not era tutt’altro che infondata (è pronta la richiesta di rinvio a giudizio per 98 indagati); la perquisizione di Salerno a Catanzaro era legittima (il Riesame ha rigettato i ricorsi dei perquisiti), mentre quella di Roma a Genchi era illegittima e i reati contestati sono inesistenti (accolto il suo ricorso contro il blitz del Ros); la Forleo non doveva essere trasferita (sentenza del Tar). Ma ormai il danno è fatto.

Anzi, col trasferimento di Iannelli, Favi è tornato Pg ad interim. È indagato a Salerno per corruzione giudiziaria, ma il Csm s’è “dimenticato” di trasferirlo. E lui ne ha subito combinata un’altra delle sue: ha negato il rinnovo dell’applicazione a Catanzaro del pm Bruni, minacciato dalle cosche per le sue delicate indagini su ‘ndrangheta e politica. Ora, il Csm è quello che è. Ma il capo dello Stato che lo presiede non ha nulla da dichiarare?

napolitano

11 maggio 2009

Certa gente per vendersi sarebbe disposta a pagare

Filed under: WebNews — iostocongenchi @ 21:21

A sostegno della tesi che molti intraprendono la carriera di giornalisti perché è sempre meglio che lavorare, Stefano Zurlo su “il Giornale”, stipendiato grazie anche ai soldi degli italiani, anche se, forse, molti di noi saprebbero indicare almeno un milione di modi per spenderli meglio, non trova di meglio che accusare Marco Travaglio di avere parenti! Ebbene si. Siete pregati di leggere. Anche se, come a me, vi fa schifo solo l’idea di dover perdere tempo per consultare un prodotto editoriale che non avrebbe nemmeno una possibilità di esistere in un libero mercato. Rendetevi conto di cosa sono capaci. Un’inchiesta giornalistica, sarà impossibile non candidarla al Premio Pulitzer, vi  rivelerà che Marco Travaglio ha un fratello ed una moglie, addirittura!

E a Voi che proprio non la volete leggere, ve la riassumo.

Franco Travaglio, il fratello di Marco, che di mestiere fa il regista teatrale, sta lavorando per un adattamento di Toghe Rotte di Bruno Tinti (una libro che è la testimonianza diretta di cosa succede nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure). Uno scoop che farà epoca. Altro che la fidanzata del figlio di un Prefetto amico di una amico, eh.

Ma non è finita. Reggetevi forte!!! La moglie di Marco Travaglio è in contatto, tramite Facebook, udite udite,  nientepopòdimenoche con Gioacchino Genchi il quale,  ovviamente senza altro scopo che la diffamazione, viene definito “l’esperto che mezza Italia considera un pericolo pubblico“. Un genio che crede che l’Italia è grande come la sua camera da letto. Cosa non farebbe un sedicente professionista dell’informazione  per vendersi; qualcuno sostiene che sarebbe disposto a pagare.

7 maggio 2009

Gasparri intende denunciare Genchi

Filed under: WebNews — iostocongenchi @ 22:41

vauro_gasparri“Leggo che il signor Genchi ha dichiarato che non ho mai detto nulla di interessante neanche a telefono. Vuol dire che ha ascoltato le mie telefonate. Cosa che, essendo io un parlamentare, non avrebbe potuto fare. Denuncero’ quindi lui e tutti i suoi protettori, compreso quelli che fanno parte della magistratura e degli apparati dello Stato. In ogni caso, non ha potuto eccepire nulla nei miei confronti. Io invece ribadisco che una persona che ha commesso tali e tanti reati dovrebbe stare in carcere e non a piede libero”. Lo avrebbe affermato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.

Klaus Davi intervista Gioacchino Genchi

Filed under: Gioacchino Genchi — iostocongenchi @ 13:13

“Se uccidessero me, probabilmente si aprirebbe un dossier su tutto il mio lavoro e allora, veramente, verrebbero fuori grandi segreti. Non mi uccidono, forse c’è qualche polizza assicurativa sulla vita.”

“Diciamo che più che timore di me, hanno paura della loro coscienza. Non ho mai utilizzato le informazioni per fare gossip, non le mai vendute ai giornali scandalistici, lo dico a tutti i politici che mi hanno attaccato e a quelli che sperano che la Procura di Roma metta mano e apra quell’archivio.”

“Fino a quando certi dati erano in mio possesso, erano da considerarsi riservati: quelli che servivano, venivano utilizzati nei processi. Cosa ne sarà adesso che andranno alla mercé di tutti, visto che gli interessi del sinedrio della magistratura e della politica sono un tutt’uno? Ci sono intercettazioni che io avevo esaminato che riguardano il presidente del Consiglio, che riguardano il ministro della Giustizia, indagini che non avevano nessuna rilevanza penale e come tali erano state considerate, e non sono state depositate né trascritte né utilizzate perché la mia attività, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, non è mai servita per fare gossip, per alimentare i giornali scandalistici di destra e di sinistra”.

“Ho rifiutato qualunque tipo di protezione, innanzitutto per l’indipendenza e liberta’ mia e della mia famiglia. Sono dei beni che non permetto a nessuno di compromettere, quindi, se i giudici vogliono incarcerarmi o mettermi agli arresti domiciliari, lo facciano pure, ma io non ho intenzione di farlo da me. Queste scorte poi, specie per come vengono scelte, sono solo dei palliativi: se devo farmi la scorta per risparmiare la benzina della macchina o le spese del taxi, allora dico che l’accattonaggio non e’ mai stato il mio forte”.

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5 maggio 2009

Delirio

Filed under: WebNews,Zone limitrofe — iostocongenchi @ 16:00

Succede che “il Giornale“, non avendo elementi per poter difendere la prevista candidatura di “veline” e “letteronze”, attacca la candidatura di De Magistris sostenendo  “l’incredibile imperizia di questo magistrato che con le sue inchieste totalmente fallimentari, ma ben orchestrate sui giornali prima di scoppiare poi come bolle, ha distrutto vite, persone, famiglie, imprese, posti di lavoro e reputazioni“. Viene da chiedersi: ma perché con questo curriculum non è un candidato PDL?

Quindi accade che la Procura di Roma presenta ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del riesame di dissequestrare gli archivi di Gioacchino Genchi sostenendo che “l’annullamento del sequestro mina in radice la possibilità di accertare se effettivamente il consulente abbia agito in esecuzione di disposizioni del pubblico ministero o abbia assunto autonome iniziative o, infine, abbia operato in concorso con il magistrato [De Magistris n.d.b.]“. Cioè: non ci sono gli elementi per un’accusa, ma mica possiamo fargliela passare liscia così a questi che hanno ficcato il naso negli affari nostri.

Nel frattempo la Procura di Catanzaro, dovendo proseguire l’indagine Why Not confiscata a De Magistris e a cui aveva collaborato Genchi, giunge al rinvio a giudizio di 98 persone su 106 indagati. La stessa indagine del magistrato delle inchieste fallimentari. La stessa indagine in cui è stato messo sotto sequestro l’archivio con tutti i tabulati, formalmente dissequestrato e non ancora restituito dopo una sentenza del Tribunale del Riesame, ma le cui risultanze sono state utilizzate da un altro magistrato per il rinvio a giudizio di 98 persone.

Tutto questo potrebbe far pensare di essere di fronte ad una farsa.

Al tribunale di Roma, il più grande d’Europa, da ieri i verbali si trascrivono a mano. Il ministero della Giustizia ha lasciato scadere l’appalto per la fonoregistrazione senza completare l’iter del successivo. Testimonianze, requisitorie, arringhe: sono circa 700 le udienze che ogni giorno si tengono nella capitale e per ognuna occorre la biro“. (Corriere.it)

Questo invece fa temere che siamo molto più prossimi ad una tragedia.

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