Io sto con Gioacchino Genchi

17 giugno 2009

Dal Vangelo apocrifo secondo Mastella. Anno Domini “Porta a Porta”

Filed under: WebNews — iostocongenchi @ 15:58

di Emilio Grimaldi

“Una bugia raccontata un numero sufficiente di volte diventa una verità”, diceva Vladimir Lenin. Forse Clemente Mastella, appena eletto eurodeputato, tra le file del Pdl, ha pensato bene di fare tesoro di questo luogo comune per risorgere dalle ceneri in cui era caduto lui e il suo partito. Altrimenti non si spiega la sua presunzione nell’aver affermato ciò che ha affermato l’altra sera a “Porta a Porta”.

Leggiamolo:

Un consulente “strano” (nell’aggettivo “strano” vuole far leva sul fatto che Genchi è solo un uomo, un consulente, anche se di parte pubblica, rispetto ai Ros dei carabinieri. Un accostamento ardito quanto fallace, vuoi perché a norma di legge i magistrati possono avvalersi di consulenti in campi in cui è richiesta una competenza specifica. L’articolo 359 del cod. proc. pen., statuisce: “Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti, che non possono rifiutare la loro opera”. Fallace perché poi il Riesame ha annullato il sequestro dei documenti di Genchi operato dai carabinieri del Ros, su disposizione della Procura di Roma ndr)

della Procura della Repubblica di Catanzaro, un certo Genchi, che ha messo sotto inchiesta metà degli italiani (falso, falsissimo. Perché Genchi non ha mai intercettato nessuno. L’unica volta è stata per sbaglio per sua stessa ammissione, quando ha alzato la cornetta del telefono e ha sentito la moglie che parlava al telefono con la madre nella sua lingua, sconosciuta al marito ndr).

E io personalmente sono stato intercettato secondo i Ros dei carabinieri (Non è vero neanche questo perché sui tabulati di Antonio Saladino, principale indagato dell’inchiesta Why Not finì un numero di telefono intestato all’Amministrazione penitenziaria, e solo dopo si palesò la possibilità che quel telefono fosse in uso al senatore Clemente Mastella, allora neanche ministro della Giustizia. Occasione prontamente verbalizzata sia dal consulente che dalla Procura ndr),

non il mio perito di parte (ancora una volta Mastella vuol trasmettere l’idea che i Ros siano la vera parte pubblica, mentre Genchi solo la parte privata. Niente di più falso, il consulente era stato nominato da un magistrato della Procura della Repubblica di Catanzaro, non certo dal suo vicino di casa a Ceppalonia ndr).

E secondo quello che hanno dichiarato i magistrati di Catanzaro (i magistrati di Catanzaro che hanno dichiarato questo sono gli stessi che hanno remato contro Luigi De Magistris e contro le sue indagini. E hanno usato le stesse argomentazioni dell’ex ministro per screditare l’operato del pm e del suo consulente tanto che avocarono l’inchiesta al magistrato e revocarono l’incarico a Gioacchino Genchi ndr)

sono stato io, ministro della Giustizia, ad essere intercettato illegalmente.
(Questo è proprio il colmo. Mastella si rende conto che la parola “illegalità” la doveva usare per raggiungere il suo obiettico, così come insegna Lenin. Per non suscitare scandalo, decide di pronunciarla alla fine delle argomentazioni sul suo caso, quasi a preparare il telespettatore alla grande Verità, che è solo una grossa Bugia. Il 16 aprile 2009 il Tribunale del riesame, Francesco Taurisiano, e i giudici Anna Criscuolo e Luca della Casa, emisero ordinanza di annullamento del decreto di sequestro dei presumibili corpi di reato di Gioacchino Genchi con questa motivazione:“Egli (Genchi)non violò le guarentigie a tutela dei parlamentari interessati dalle acquisizioni dei tabulati di traffico telefonico; lo studio dei documenti versati alla cognizione apprezzativa del tribunale produce per l’interprete un risultato esperienziale contrario, come suesposto e dimostrato. Il consulente tecnico acquisì i tabulati documentanti il traffico relativo a utenze telefoniche, agendo, di volta in volta, in forza del decreto autorizzatorio emesso dal pubblico ministero, comunicandogli ogni emergenza di conoscenza storica circa il coinvolgimento di membri del Parlamento come soggetti intestatari ovvero usuari di utenze di telefonia: cfr. casi del senatore Giancarlo Pittelli e dell’on. Romano Prodi su riferiti, relazione del 09 luglio 2007, e del senatore Mastella, relazione del 25 luglio 2007. Non sussiste profilo di illiceità nella condotta acquisitiva del dottor Genchi; nè è rinvenibile illiceità nell’esercizio delle funzioni di elaborazione e trattamento dei dati, legittimamente e lecitamente raccolti in forza dei provvedimenti del pubblico ministero; funzioni legalmente dovute nella qualità di consulente tecnico”. ndr)
Amen

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